DNA
commento: Dopo alcuni assestamenti nella line-up, il rientro di Soledeth dietro il microfono e l’ingresso alla batteria di Ema, tornano gli Erosion con questo nuovo mcd di 4 brani. Le cordinate musicali di riferimento del quartetto sono sempre quello di un death-metal feroce e di alto livello tecnico che non disdegna (alcune) concessioni alla melodia. L’opener “The Reaper” è un assalto frontale all’arma bianca (al grido “non si fanno prigionieri”) ma con la sua apertura melodica a metà del brano è pronto a passarvi in punta di fioretto, degno di nota l’inserimento delle tastiere a stemperarne la violenza così come la voce ‘naturale’ che accompagna quella di Soledeath.
Dopo una breve introduzione industriale espolde la titletrack, molto dinamica con i suoi rallentamenti e le improvvise accelerazioni, un brano un po’ ‘di maniera’ ma che offre spunti molto personali ed interessanti come i raddoppi di chitarre pulite sotto a quelle principali distorte e la torrenziale sequenza di note dell’assolo posto in conclusione del brano.
Votata alla sperimentazione è la semi-ballad “Eternal Sea”, il tapping di Tachy è molto toccante così come l’assolo degno di un lentone in pieno stile AOR. L’unico l’elemento che non ci consente di parlare di una ballad in piena regola e la prestazione della vocalist che si concede soltanto una parte ‘recitata’ e filtrata nella battute iniziali.
“Infection” è una cavalcata dal ritmo sostenuto in cui spicca l’eccellente lavoro di Ema dietro le pelli (che regala anche passaggi ‘a elicottero’ di doppia cassa) oltre alle indiscusse ed indiscutibili doti di Tachy alla sei corde di cui fa ampio foggio nel brano.
“DNA” è un prodotto professionale, ben suonato e realizzato, lontano dai clichè classici del genere (il peggiore è senz’altro la previdibilità) che merita come minimo un ascolto attento.
In conclusione è doverosa una menzione all’eccellente lavoro in fase di registrazione/produzione del Mago Studio.
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