




























Questo racconto parla di un viaggio, di un esperienza, parla del più grande festival metal europeo e della sua gente. Raccontare un esperienza come quella vissuta al Wacken Open Air non è un impresa facile, si corre il rischio di essere riduttivi, le cose da raccontare sono così tante che difficilmente si riesce a organizzare le idee per metterle nero su bianco. Anni fa quando non sapevo ancora cosa fosse Wacken, e dopo averne udito epici resoconti, decisi di vederlo con i miei occhi. Oggi dopo molti anni quando arrivo a Wacken con una persona che lo scopre per la prima volta posso vedere nei suoi occhi lo stesso stupore e la stessa meraviglia che provai io stesso anni prima!
Ma andiamo con ordine: il primo quesito da porsi è "Ok, come ci arrivo?" Wacken non è certo dietro l'angolo! Per noi Italiani le soluzioni papabili sono principalmente 3, il volo low cost, il treno (per niente low cost) e l'automobile. In trento ci vuole una vita, è difficile trovare soluzioni dirette che non prevedano acrobatici cambi anche in piena notte, inoltre è abbastanza costoso. Il vantaggio è che ci si può portare parecchia roba, a patto di avere uno zaino grande come un dirigibile e due spalle robuste! La seconda soluzione è l'aereo, rapido, abbastanza economico se prenotato con largo anticipo, unico svantaggio il limite di bagaglio, che come capirete in seguito può essere una vera noia. La nostra scelta, ormai da anni, ricade inevitabilmente sull'automobile, una via di mezzo fra costi e comodità, presenta il grande vantaggio di poter affrontare il campeggio a Wacken armati fino ai denti!
Dopo una settimana di preparativi per non dimenticare nulla (complice l'utilissima lista-materiale che viene aggiornata di anno in anno dal sottoscritto) finalmente le auto sono pronte. Il mitico Kangoo è stracarico con tutto il necessario per il viaggio dell'anno, triplo gazebo, generatore di corrente, stereo, tende in abbondanza, e quant'altro... c'è proprio tutto!
Partiamo con largo anticipo per conquistare un posto tenda vicino all'area concerti, è Domenica 27 Luglio. Come abitudine dopo circa 6 ore di auto decidiamo di spezzare il viaggio fermandoci a Wurzburg. Ci troviamo praticamente a metà Germania, è il momento per una cena tipica bagnata dalle immancabili birre d'ordinanza, il morale è alto! Dopo aver dormito in un tranquillissimo ostello partiamo molto presto alla volta delle sacre lande di Wacken! Sono un sacco di chilometri ma le autostrade tedesche non sono niente male (attenti ai numerosi velox), il traffico è sempre scorrevole e nonostante i numerosi cantieri finalmente arriviamo a Wacken (si, è veramente facile come indicato sul sito). Appena arrivati ci dirigiamo verso il supermarket del ridente paesino per comperare birre e cibo, nelle strade comincia già il fermento per questo incredibile evento. Arrivando 2 giorni prima dell'inizio del festival è importante essere autosufficienti per quanto riguarda il vitto, per non farci cogliere impreparati "imbarchiamo" sul fedele Kangoo diverse casse di birre e le peggiori schifezze!
Dopo una rilassante sosta in uno dei ristorante del paese, con l'immancabile birra in mano, decidiamo di buttarci nella mischia e procediamo lungo la discesa che dal paese porta all'ingresso del festival. Il personale che ci farà entrare in auto nelle zone di campeggio è molto organizzato e corretto ed in breve siamo sul prato che ci ospiterà per i prossimi 6 giorni. Comincia la bagarre! Prendere spazio per il proprio accampamento, in questi ultimi anni, è diventata un impresa. Il festival è raddoppiato in dimensioni rispetto al 2002, per questo non è naturalmente possibile occupare troppo spazio al suolo con le proprie tende. Dopo qualche ora siamo finalmente soddisfatti, oltre che sfiniti, ma l'accampamento è pronto!
Tende e gazebi sono montati, il generatore già scoppietta in sottofondo alimentando le nostre luci di natale ed il nostro misero stereo! Dico misero perchè il campeggio di Wacken è una delle grandi attrattive di questo festival e ci sono accampamenti che sfoggiano veri e proprio impianti che pompano musica a volumi semplicemente assurdi. Difficili da descrivere e totalmente folli sono infatti le "installazioni" dei veterani di questo ritrovo a base di birra e musica metal. Tende militari che non farebbero brutta figura in un esercitazione della protezione civile, giganteschi camion militari, tendoni da circo, teepee indiani, ma anche minuscole tende a forma di ape o autentici senza tetto, signori benvenuti al cuore pulsante di Wacken! E' veramente difficile descrivere tutto quello che potete vedere nel campeggio, ci sono gruppi musicali che si esibiscono in modo autonomo e "casereccio", feste spontanee e accoglienti, performance artistiche più o meno strane e molto altro. Per non sfigurare e per rendere la vostra permanenza confortevole vi suggerisco di dotarvi di un gazebo, che va adeguatamente controventato, e di qualche telone che può essere molto utile per rendere più accogliente il vostro accrocchio di tende. Progettate con cura e in anticipo il vostro campo e non ve ne pentirete, 6 giorni sono tanti e a Wacken le condizioni meteo possono essere davvero "estreme". Il minimo sindacale sono le tende ed un gazebo ma se volete fare i bulli potete portarvi anche un grill, un generatore da quattro soldi con un stereo scassato ed un palo con la bandiera che più vi rappresenta, cosa fra l'altro utilissima per ritrovare il campobase quando ci farete ritorno in piena notte, o poco lucidi!
Dopo 2 serate passate a conoscere il vicinato e a frequentare le feste spontanee in giro per il campeggio siamo pronti all'azione, quando finalmente il secondo cuore pulsante di Wacken apre i battenti, il beer garden! L'atmosfera è incredibile e le aspettative della gente per questa festa sono sicuramente altissime. Fra urla e boccali alzati al cielo la magia prende forma, tutto le nazioni del mondo sono rappresentate in questo ritrovo fra culture e razze, uniti dalla musica, ma anche dalla semplice voglia di divertirsi e far parte di un evento unico! Una delle cose che anni fa mi stupì di Wacken fu l'assoluta qualità del suono, oltre all'impeccabile puntualità delle esibizioni. Ad oggi, nonostante in Italia le cose siano molto migliorate siamo ancora lontani dagli standard teutonici. Nonostante la vastissima offerta musicale presente, distribuita su ben 4 palchi riusciamo a seguire diverse band. La qualità delle esibizioni è assolutamente di primordine e fra un gruppo e l'altro ci concediamo un po' di riposto all'ombra di qualche ombrellone del beer garden, oppure a zonzo per visitare la miriade di bancarelle presente! E' possibile assaggiare molte ricette etniche e a parte qualche pasto frugale consumato in campeggio la varietà del cibo fa si che non ci si stufi. Ottima scelta anche per il merchandising vario che spazia dalle classiche tshirt ad abbigliamento vero e proprio, passando per suppellettili vichingi, manufatti di cuoio lavorati a mano e un infinità di gadget. Per i feticisti più seri si può anche accedere, dietro una simbolica somma, ad un tendone che ospita i negozi di cd e vinili più forniti. Il suddetto tendone ospita anche spettacoli da varia natura fra cui una specie di strip show che purtroppo (ehm..) non siamo riusciti a vedere! L'area backstage è molto ben strutturata è palese l'attenzione risposta dall'organizzazione in ogni singolo aspetto di questo festival, la presenza della stampa internazionale è notevole. Sono francamente rimasto impressionato dalla professionalità dei nostri colleghi tedeschi, aggiornamenti in tempo reale, bellissime fotografie, indice di una nazione nella quale la musica metal ha un notevole seguito. E così di concerto in concerto il festival fila via liscio come l'olio, con momenti davvero epici che non scorderò mai, da anni seguo questo festival perchè ne sono letteralmente innamorato. Un festival così popoloso che spesso è facile perdersi di vista con gli amici e rimanere soli a lungo, inizialmente scocciati si scoprirà però ben presto che in realtà a Wacken non siamo mai da soli. Sono proprio i rapporti umani a farmi adorare questo evento, a proposito date un occhiata alle foto, quest'anno c'era gente davvero matta!
Domenica mattina quando ci svegliamo il campeggio si è già svuotato di molto. Tantissima gente opta per una partenza ad orari antelucani onde evitare il traffico nel breve tratto autostradale che collega Wacken ad Amburgo, oppure per evitare la coda sui bus navetta. La stanchezza si fa sentire e l'idea di dover smontare tutto l'accampamento e stiparlo nuovamente nel kangoo, come fosse una partita di tetris, non ci alletta. Dopo qualche ora di sudore e con un filo di amarezza lasciamo questi verdi prati che ci hanno fatto da casa in questa ultima settimana, la gente si saluta e lentamente si avvia a piedi o in auto verso le uscite. Addio Wacken, ci vediamo l'anno prossimo! L'idea di una doccia fresca e un letto vero ci tengono alto il morale, prima di tornare in patria abbiamo infatti pianificato la classica pausa ad Amburgo.
Amburgo è una città stupenda e devo ammettere che buona parte della motivazione necessaria per farsi 3000 km di macchina fino a Wacken dipende anche dai giorni post concerto che passiamo in questa divertente metropoli. St. Pauli è un quartiere particolare, se cerchi il divertimento e la bizzarria, potendo offrire una pletora di locali assurdi e semplici bar. Una classica tappa è l'Headbangers Ballroom, nella zona del mercato del pesce, dove molta gente proveniente da Wacken si ritrova per un ultima folle notte! Rimaniamo ad Amburgo per quasi una settimana, durante la quale abbiamo modo di frequentare e conoscere molti locali e ristoranti di St. Pauli, lo Zoe, il Clochard, e molti altri ancora. La voglia di tornare a casa un po' comincia a farsi sentire, e con la testa piena di ricordi finalmente partiamo di prima mattina per intrapendere l'eterno viaggio che ci riporterà a Trento. Questa volta nessuna tappa, ben più di mille chilometri di autostrade ci aspettano, è questa la cosa più dura, Guidare tutto il giorno, stanchi ma felici, pensando già al prossimo Wacken.
E qui si conclude anche il mio report, spero di essere riuscito a trasmettervi una parte dello spirito di Wacken. Vi consiglio di provare almeno una volta nella vita questa esperienza, perchè è impossibile descrivere a parole lo splendore e la grandezza di questo open air, dovete viverla di persona. Rain or Shine, Wacken Open Air!